Il ministero e alcuni sindacati della medicina generale hanno individuato nello studio del medico di famiglia il canale preferenziale per l’esecuzione del test sierologico per gli insegnanti.

Questa è a mio parere una pessima idea.

I nostri studi sono frequentati da pazienti di ogni tipo, tra cui molti fragili.
I nostri studi non hanno ambienti predisposti e separati per l’afflusso di persone con possibile infezione da COVID-19.
Questi test vanno eseguiti (come si è fatto fino ad oggi) in ambienti dedicati e protetti da personale addestrato e specifico.

Se un insegnante risultasse positivo (come sicuramente succederebbe dato che il test serve proprio ad individuarli), tutta l’integrità igienico-sanitaria dello studio e del suo personale verrebbe ad essere in dubbio.

Fintanto che il virus circolerà in Italia, nei nostri studi devono transitare meno persone possibile, limitando così i rischi di contagio per il personale di studio, per noi medici e soprattutto per i pazienti stessi.

Per questo motivo gli insegnanti miei pazienti sono sì invitati ad effettuare il test sierologico, ma rivolgendosi alle USCA (con metodi e tempi in via di definizione da parte della ULSS9).